Produzioni


Emigranti

di Slawomir Mrozek
con Enzo Buarnè ed Antonio Calviello
regia di Daniel Gol

Due emigranti, un umile proletario dal temperamento febbrile ed istintivo ed un intellettuale sfiduciato e deluso dalla vita, coabitano nello spoglio sottoscala di una città straniera. A delimitare il perimetro del loro spazio abitativo, si profila un intrico di condutture e tubi di scarico che descrive geometricamente la fredda esattezza della loro condizione di esuli. La nuda miseria domestica del sottoscala fa da sfondo alla vicenda dei due protagonisti che, durante la notte di San Silvestro, attraverso mutue discussioni, difficili rivelazioni, reciproci scherzi e nostalgie, palesano il loro rispettivo bisogno di conferme esistenziali. Nonostante siano trascorsi quasi trent’anni dalla sua pubblicazione, “Emigranti” resta un’opera di straordinario impatto emozionale. L’epopea dell’apolide che si auto-sottopone all’annullamento e che trascorre il suo tempo da esule in mezzo ai disagi più grandi non può, ancor oggi, non richiamare il sofferente tema dell’immigrazione (soprattutto clandestina) insieme a tutti i suoi grotteschi risvolti umani.

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